Due grandi compositori , due raffinati gourmet

“Gusto da maestro” è una serata speciale con cui si vuole rendere omaggio a due grandissimi compositori come Giuseppe Verdi e Gioachino Rossini.
Il 2018 è l’anno delle celebrazioni rossiniane e il 10 ottobre, giorno dell’evento, è il compleanno di Verdi. Quale migliore combinazione per mettere insieme la musica e la cucina dei due maestri in un concerto che ne propone alcune delle arie più note.

Che c’entra la cucina?
Si dà il caso che entrambi fossero due raffinati gourmet e che si dilettassero spesso ai fornelli cucinando ricette di loro invenzione. Comporre piatti gustosi e cucinare sinfonie, due verbi che vanno a braccetto scambiandosi posto senza nulla togliere alla sostanza e alla qualità del risultato, semmai lo ampliano facendo fluire l’armonia da un ambito all’altro.

Promossa da Gruppo Hera con la Filarmonica “A. Toscanini” di cui Hera Comm è partner istituzionale, in collaborazione con FICO. Durante la serata un ensamble della Filarmonica ha eseguito musiche di Verdi e Rossini. Per l’occasione alcuni ristoranti di FICO hanno introdotto nel menù piatti verdiani e rossiniani per una cena speciale e inconsueta.
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Gioachino Rossini

Rossini, nato a Pesaro nel 1792, considerava Bologna la sua seconda Patria. Dalla città felsinea era stato accolto dopo che il padre, appassionato sostenitore della Rivoluzione francese vi si era riparato per sfuggire alla cattura da parte delle truppe dello Stato pontificio.

Rossini, uomo dalla personalità poliedrica fu spesso descritto come umorale e collerico ma anche amante della buona cucina e delle belle donne, pigro ma , al contempo, autore prolifico. Si ritirò dalle scene ancora giovane, a soli 37 anni. Il suo ultimo melodramma, il Guglielmo Tell, fu rappresentato a Parigi il 3 agosto 1829.

Per Gioachino Rossini il cibo, la buona tavola, vissuta a pieno con buon gusto ed allegria, ebbero quasi lo stesso peso della passione per le belle donne e dell’impegno artistico.

A Bologna, mentre stava componendo il suo Stabat Mater, esordì così: “Sto cercando motivi, ma mi vengono in mente solo pasticci e tartufi”. Gli amici che ascoltavano sorrisero ed apprezzarono tutta la sua schietta e golosa vitalità. E’ proprio il tartufo da lui definito ‘il Mozart dei funghi’ che, assieme al foie gras, caratterizza tutti i suoi motivi gastronomici.

Gioachino Rossini è stato uno dei più importanti creatori del bel canto italiano e un appassionato di cucina. Credeva fermamente nel cibo e nella musica.

Ascoltava il cibo. Mangiava le note. Lo disse sotto certi versi che parevano richiamare Shakespeare: «L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore». E proseguì: «Mangiare, amare, cantare e dirigere sono i quattro atti di quell’opera comica che è la vita e che svanisce come la schiuma d’una bottiglia di champagne. Chi la lascia fuggire senza averne goduto è un pazzo».
Maccheroni Rossini

Macaroni de Rossini Ristorante Urbani Tartufi

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Torta Tell

Torta Guglielmo Tell Ristorante "Amerigo, Pasta Bologna"

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Giuseppe Verdi

“Il Maestro ama i pranzi prolissi e le opere concise, la cucina poderosa dei vecchi tempi” (Arrigo Boito)

“Il Verdi non è goloso, ma raffinato; la sua tavola è veramente amichevole, cioè magnifica e sapiente: la cucina di Sant’Agata meriterebbe l’onore delle scene, tanto è pittoresca nella sua grandezza e varia nel suo aspetto di officina d’alta alchimia pantagruelica”. Così diceva Giuseppe Giacosa nel 1889 da giornalista e da ospite privilegiato di Villa Verdi. E aggiungeva: “…Non c’è pericolo che per indisposizione del cuoco il pranzo abbia a scapitare. A Sant’Agata, oltre il titolare, sono cuochi emeriti il giardiniere, il cocchiere ed una domestica, sicchè: Primo avulso non deficit alter”. E notate che tutto questo apparato è essenzialmente ospitale. Ilo Verdi non è gran mangiatore, né di difficile contentatura. Sta bene a tavola come tutti gli uomini sani, savi e sobri, ma più di tutto ama veder raggiare intorno a sé, negli ospiti, la giocondità arguta e sincera che accompagna e segue le belle e squisite mangiate. E’ un uomo disciplinato e come tale crede che ogni funzione della vita debba avere il suo momento di prevalenza. E’ un artista e come tale considera, e con ragione, il pranzo quale “opera d’arte”.

Verdi imparò ad amare il lambrusco grezzo della sua terra, vedendolo scorrere nelle scodelle dell’osteria di famiglia, e a non rinunciare ai piatti della sua terra anche quando era a migliaia di chilometri di distanza. Del caffè, a cui non rinunciava mai, diceva “Il caffè è il balsamo del cuore e dello spirito”.

Verdi amava procurarsi personalmente gli alimenti, girando per le tenute attorno a Sant’Agata, e si metteva spesso ai fornelli. A proposito di risotto, nel 1869 la moglie Giuseppina Strepponi fu “costretta” a trasmettere la ricetta del marito niente di meno che all’impresario del Teatro dell’Opèra di Parigi Camille Du Locle, volendo conoscere gli ingredienti. Il est passè maitre pour le risotto «Lui è un Maestro del risotto», raccomandando attenzione alla giusta dose di parmigiano reggiano, “tre buone manate”, che il Maestro considerava l’ingrediente che dava il tocco in più al risotto. Per Verdi il riso rimane uno dei piatti da lui più apprezzato e consumato in tutto l’arco dell’anno; fu proprio lui a dettare e far gustare agli amici italiani e stranieri, la vera ricetta detta poi ‘alla Verdi’.

Curiosità. Esiste anche un "Risotto Giuseppe Verdi" ideato dallo chef francese Henry-Paul Pellaprat che lo dedicò al grande compositore italiano. Pellaprat, allievo di Auguste Escoffier e fondatore della più famosa scuola di cucina francese, quella del Cordon Bleu, nel suo risotto usa ingredienti tipici della regione di provenienza del Maestro Verdi: parmigiano-reggiano e prosciutto di Parma, arricchendo ulteriormente con asparagi piacentini e panna. Una ricetta che si è tramandata fedelmente nel tempo e rimane ancora nei menù rappresentativi della Bassa Parmense.

Maccheroni Rossini

Risotto alla Verdi Osteria del Culatello

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Torta Tell

Zuppa di Giuseppe Verdi Ristorante "Amerigo, Pasta Bologna"

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Si ringrazia l’Associazione “Verdissime” di Parma per la messa a disposizione di gran parte dei materiali qui pubblicati.