Prove Aperte
La musica è una colonna sonora che ci accompagna nella vita.
Chi non associa dei brani musicali a periodi della vita particolari? E’ un’esperienza comune. Siamo abituati ad ascoltarla confezionata, già prodotta. Ma cosa c’è dietro le note e le armonie che ascoltiamo? E come si costruisce il risultato corale che l’apporto di tanti strumenti e musicisti ci restituisce quando ascoltiamo un’orchestra e ci emoziona?

Hera ti porta a Prove aperte offrendoti la possibilità di trovare una risposta a queste domande. Ai bravi musicisti e compositori serve un pubblico in grado di apprezzare le loro creazioni e di distinguere la musica di qualità, dalla musica di mero intrattenimento. La prima interpreta il proprio tempo e ci restituisce una vista su di esso arricchendoci e formando un patrimonio comune a cui attingere, la seconda svanisce col consumo senza lasciare traccia. Per questo Prove aperte ha una valenza educativa e rappresenta una opportunità speciale.

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CArnevale Animali

IL CARNEVALE DEGLI ANIMALI: UNA PARODIA DELLE STRANEZZE UMANE

Sala Gavazzeni – Centro di Produzione Musicale ‘Arturo Toscanini’, Parma

Musica di Camille Saint-Saëns
ORCHESTRA DELL’EMILIA ROMAGNA “ARTURO TOSCANINI”
Direttore, Giordano Ferranti

Questa pagina, tra le più popolari del compositore francese. Scritta nel 1886, fu pensata come un divertimento ad uso familiare e per gli amici, tant'è vero che l'autore proibì che essa venisse data alle stampe prima della sua morte (eccezion fatta per il famoso "Cigno").
Un divertente scherzo musicale, nato per esecuzioni private, divenne la pagina più conosciuta di un autore che ne aveva impedito la pubblicazione per tutta la vita.
Una musica deliziosamente umoristica che, in maniera burlesca, vuole criticare una società sorda a valori quali onestà, rispetto, serietà. Valori che in verità nella nostra non sembrano godere di migliore considerazione.
Sotto intitolazioni "animalesche", si celano illusioni parodistiche a musicisti ed interpreti, con bonario sarcasmo.

Così i Fossili, richiamati dal suono secco dello xilofono, sono una rappresentazione "preistorica" dei critici musicali, incapaci di capire il nuovo corso della musica per colpa della loro mentalità antiquata; mentre il famosissimo canto del Cigno, intonato dal violoncello e accompagnato dagli arpeggi dei due pianoforti è in realtà una sottile parodia del melodizzare lezioso e sentimentalistico che prepara efficacemente la passerella del Finale in cui, come in un circo, gli animali sfilano in rassegna con grande allegria.
Come Esopo nelle sue Favole, Saint-Saëns accende l'immaginazione raccontando in musica gli animali per descrivere e motteggiare le stranezze degli umani.

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